LA TOMBA DI PIZZOPIEDE

La tomba a camera di Pizzo Piede

Tra i nuclei di abitato che costituivano l’antica città di Narce, quello di Pizzo Piede era il più legato a Veio; dalla propaggine meridionale dell’abitato partiva infatti una strada che si dirigeva verso l’importante centro etrusco.

Lungo questa rilevante via alla fine dell’Ottocento furono individuati e scavati cinque grandi gruppi di tombe, appartenenti in antico a un’unica necropoli, collocata sul grande pendio opposto a sud di Pizzo Piede.

Oggi, dei tanti gruppi di tombe scavate, purtroppo poco è visibile. La tomba più facilmente visitabile è localizzata a sud di Pizzo Piede. È costituita da una camera di forma trapezoidale di piccole dimensioni, con un breve corridoio d’accesso, all’interno, si possono ancora osservare due sarcofagi litici, posti lateralmente, e un letto funebre, appoggiato sulla parete di fondo, tutti e tre parzialmente danneggiati durante le attività di scavo.

La tomba a camera doveva ospitare, con grande probabilità, un nucleo familiare, composto presumibilmente da una coppia con un figlio. A quest’ultimo farebbe riferimento il piccolo letto funebre posizionato sulla parete di fondo. La tomba si trova allineata con altre cinque sepolture lungo il costone di tufo. Di queste è ancora parzialmente visibile solo la seconda sulla destra.

Ripercorrendo la strada verso nord, fino al pannello descrittivo del Parco, è possibile osservare l’altura di Pizzo Piede. Il sito è attualmente di difficile accesso a causa della vegetazione.

Sulla cima si può scorgere un piccolo rudere, identificabile come un fortilizio di epoca medievale. Ad una quota più bassa, nel 1933 Raniero Mengarelli scavò un santuario databile alla prima metà del V secolo a.C. rinvenendo materiale legato a un culto maschile, forse identificabile con Ercole.

Il colle di Pizzo Piede

Ingresso della tomba

Uno dei sarcofagi